Le partite possono avere svariati obiettivi: si va dal conquistare la bandiera altrui, ad effettuare vere e proprie pattuglie di ricognizione per conquistare obiettivi di diversa natura (bandiere, testimoni, materiali, etc.), naturalmente “neutralizzando” gli avversari bersagliandoli con le apposite armi ed eliminandoli così dal gioco.
Per motivi di sicurezza è assolutamente d’obbligo per chi gioca indossare almeno degli occhiali protettivi, o meglio ancora delle maschere integrali per proteggere tutto il viso (dette “gran facciali”). Il resto dell’attrezzatura non è obbligatoria.
Esistono innumerevoli tipi di giocate, limitati solo dalla fantasia degli organizzatori. Queste sono le più comuni:
  • Cattura la bandiera o postazione avversaria che può essere:
    1. Attaccanti contro difensori: viene posta una bandiera obiettivo, la difesa vince se l’attacco non conquista la bandiera entro un tempo limite prefissato o se tutti gli operatori di una delle due squadre vengono neutralizzati vince la squadra nemica.
    2. Doppio attacco/difesa: con due Bandiere, vince chi cattura la bandiera nemica e la riporta al proprio campo
  • Deathmatch a squadre, in cui vince chi elimina tutta la squadra avversaria (senza “medico”) o chi elimina più nemici (con “medico”)
  • Liberazione di un prigioniero
  • Cerca e distruggi: difendere la propria postazione e innescare una bomba nel perimetro (naturalmente entrambe le squadre cercheranno di disinnescarla).
  • Vip: scortare un giocatore da un posto all’altro senza che questi venga ucciso dagli avversari.
La particolarità di questa attività è l’essere basato completamente sulla correttezza del singolo giocatore, dato che non esiste alcun modo per provare oggettivamente che l’avversario sia stato colpito o meno (contrariamente a quanto avviene in altri sport simili come ad esempio il paintball): è dovere del singolo giocatore, nel momento in cui avverte l’impatto del pallino avversario, alzare la mano, smettere di sparare e gridare colpitomorto, o preso (autodichiarazione) e quindi abbandonare in fretta l’area di gioco, evitando di collaborare, comunicare o creare intralcio in alcun modo con i propri compagni o avversari ancora impegnati nell’azione.
Le attrezzature in commercio, oggigiorno, sono di qualsiasi tipo e modello. Sebbene fino a qualche anno fa determinate riproduzioni di armi o attrezzature erano limitate ad una fascia di prezzo piuttosto alta, oggi le repliche low cost sono molto comuni e performanti.
Come già detto, i softgunners, indossano un abbigliamento molto simile a quello in uso alle varie Forze Armate, motivo per cui è assolutamente vietato esibire:
  • Loghi e simboli di reparti appartenenti alle Forze Armate o di polizia italiane
  • Gradi militari delle Forze armate o di polizia italiane
  • Stellette distintive del personale militare
È invece consentito:
  • Indossare loghi e simboli di forze armate o di polizia straniere (es. il tridente dei Navy SEAL)
  • Gradi militari non in uso in Italia (quindi i gradi USA sono consentiti, ad esempio)
  • Uniformi fittizie
L’equipaggiamento è solitamente deciso dal singolo giocatore o definito dalla squadra di appartenenza. Una dotazione (definita loadout) base, generalmente è composta da:
  • Protezioni obbligatorie 
  • ASG primaria. Solitamente un fucile d’assalto (tipo M4 o AK-47) elettrico. Oppure un fucile di precisione Bolt Action (tipo L-96).
  • Guanti
  • Mimetica
  • Gilet tattico con tasche porta caricatori, porta mappe, tasca caricatori esausti e altro
  • ASG secondaria, solitamente una pistola (tipo Glock 17 o Beretta M9)
  • Cinturone
  • Fondina
  • Scarponi o anfibi
  • Radio con eventuali accessori (cuffie e PTT)
  • Ginocchiere
  • Bussola
  • Orologio
  • Torcia
  • Zaino
A queste attrezzature è possibile abbinare un numero pressoché infinito di altro materiale, per un altrettanto numero di configurazioni possibili.
Dato il particolare realismo delle attrezzature, è fondamentale per lo svolgimento pacifico dell’attività che i club comunichino luogo, ora e data dei raduni alle autorità competenti in materia di pubblica sicurezza, così da non incorrere in problemi con i residenti nell’area o con eventuali altre persone presenti sul campo di gioco.
Durante il trasporto, le ASG devono essere riposte in una custodia, senza caricatore inserito (anche se vuoto), senza alimentazione e con un tappo rosso che ne evidenzi la parte finale della canna.
I campi da gioco sono essenzialmente di due tipi: boschivi e urbani (a volte detti Urban). Con boschivi si definiscono tutti i campi senza strutture artificiali complesse: ad esempio un classico bosco. I campi definiti urbani sono quelli che presentano edifici, strade e altre infrastrutture (civili, militari e/o industriali), agibili e utilizzabili attivamente durante la partita. In gergo questi scenari sono definiti CQB (Close Quarter Battle). È facile trovare campi urban che comprendono una o più zone boschive. Ogni tipo di campo viene utilizzato sia in estate che in inverno, di giorno e di notte, con ogni tipo di meteo (pioggia, neve ecc.) e temperatura. Va da sé che casi estremi, eccessivi o troppo prolungati facciano sospendere ogni attività.
Il proprietario del campo da gioco può essere:
  • un privato;
  • un ente pubblico.
Nel caso del privato, basta una semplice richiesta scritta, con la quale egli autorizzi il club a usufruire dei suoi terreni; deve comunque essere sempre informata la più vicina stazione dei Carabinieri o della Polizia.
Nel caso in cui il terreno appartenga a un ente pubblico, va fatta richiesta scritta all’ente stesso e va informata la più vicina caserma dei Carabinieri o della Polizia. Quest’ultimo accorgimento, di solito, viene comunque adottato anche nel caso in cui l’incontro avvenga in una zona privata, di cui il club di soft air stesso sia proprietario; le comunicazioni vanno inoltrate all’Ufficio Relazioni con il pubblico della locale Questura, che ha esclusiva competenza in materia di ordine pubblico.
È necessario anche segnalare la zona in cui si svolgeranno le attività, con degli opportuni avvisi che spieghino cosa sta avvenendo, in modo da non allarmare inutilmente eventuali passanti.
 

 

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